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Zucchero zu Gast in Kufstein

Zucchero „Sugar“ Fornaciari, eigentlich Adelmo Fornaciari, geboren 1955 in Roncocesi in der Emilia Romagna, begeistert derzeit die Stadien und Konzerthallen in Asien, Amerika und Europa. Seine hierzulande wohl bekanntesten Hits sind vermutlich Senza una donna, im Duett mit Paul Young, und die Ballade Diamante, die seiner Großmutter gewidmet ist. Nach nunmehr gut 30 erfolgreichen und ereignisreichen Jahren erschien im vergangenen Jahr sein neuestes Album „Black Cat“, zu dem unter Anderem auch Bono von U2 einen englischen Text beigetragen hat (Streets of Surrender). Obwohl er sicherlich einer der erfolgreichsten und der internationalste der italienischen Sänger ist, ist er doch beeindruckend bodenständig und seinen „einfachen“ Wurzeln treu geblieben.

Der italienische "König des Blues" gab am Donnerstag, 06. Juli 2017, auf der Festung in Kufstein ein Konzert. Aus diesem Anlass befragten Schülerinnen und Schüler der Klasse 9d des Gymnasiums Raubling gemeinsam mit ihrer Lehrerin Claudia Pfurtscheller den italienischen Sänger und Musiker.

Buongiorno Zucchero, ci piace molto poter fare un`intervista a te, anche se purtroppo solo via email! (Speriamo che vada bene darti del tu...)

Con il tuo bellissimo album „Black Cat“ tornerai a Kufstein (Austria) il 6 luglio dopo quasi esattamente 10 anni (allora con „Fly“) per un altro concerto. Ti ricordi ancora di questo posto soggestivo? Riconosci in generale gli stadi ecc. dove ti esibisci?

  • Ricordo sempre i luoghi in cui ho suonato, l’ultima volta che sono stato a Kufstein ho avuto modo di visitare le zone limitrofe perchè il giorno successivo non avevo impegni.

Tu giri il mondo con le tue canzoni – conosci un po`l`Austria e la Baviera che è molto vicina a Kufstein?

  • Certamente, sono stato diverse volte a suonare in Baviera ed in Austria. Ogni tanto vado anche in vacanza in queste zone.

Sai parlare il tedesco/ capisci il tedesco?

  • Non so parlare il tedesco ma dopo tutti i concerti in Germania e in Austria qualche parola la capisco

Quando sei in giro assaggi anche le specialità tipiche dei paesi in cui ti trovi o c`è sempre catering italiano che accompagna te ed i tuoi musicisti?

  • Spesso nei giorni in cui non ho concerti mi rilasso visitando i luoghi e fermandomi a mangiare nelle piccole trattorie locali

Con „Black Cat“ sarai „on the road“ per molti mesi in Europa, Asia, America – come ti prepari a un tale tour estenuante?

  • Di solito qualche settimana prima dell’inizio del tour mi metto un po‘ a dieta e faccio della ginnastica

Qual`è il tuo stadio/teatro/posto preferito per i tuoi concerti – se ce ne hai e perché?

  • Ci sono vari posti in cui mi piace suonare ma a mio parere la differenza la fa il pubblico dimostrando sempre un grande amore verso di me

Hai pubblicato un gran numero di album durante la tua lunga carriera – si potrebbe dire, se si possiedono i tuoi album, si possiedono più o meno tutti i generi musicali! Da quali fonti prendi l`ispirazione per tante idee nuove?

  • Mi piace girare molto, l’ispirazione può venire da molte cose, anche un tramonto può ispirare un idea da cui poi nasce una canzone

Prima di riuscire come artista, ti eri iscritto a veterinaria – ci sono stati momenti nella tua vita in cui avresti preferito aver compiuto quell`altra strada?

  • Non nascondo che ci sono stati molti momenti difficili ma la musica è la mia vita

Sei nato e cresciuto nella pianura padana, ma ora vivi, si potrebbe dire, circondato di monti e colline – e anche qui a Kufstein ti troverai vicinissimo alle montagne – quale paesaggio preferisci in generale?

  • Non ho preferenze particolari la pianura mi ricorda l’infanzia a Roncocesi, ma per vivere ho scelto un pezzo di terra incastrato tra le montagne

Sulla tua tenuta vivi in un paradiso verde, circondato da piante e animali – quando sei libero, dai una mano lì?

  • Certamente, come ogni buon contadino. Quando sono a casa c’è sempre qualcosa da fare

Alcuni anni fa hai scritto la tua bellissima e intimissima biografia „Il suono della domenica“ - ci sono già progetti per farne un film?

  • Il mondo del cinema al momento non mi interessa

Nel libro racconti che hai paura di volare – come sopporti di salire su un aereo ogni giorno durante i tour?

  • Ormai ci sono abituato

Hai collaborato con tantissimi musicisti famosissimi – tra cui Luciano Pavarotti, Bono, Sting, Eric Clapton e molti altri – c`è ancora qualcun altro con cui vorresti scrivere o cantare una canzone?

  • Direi che di collaborazioni ne ho fatte moltissime, mi piacerebbe cantare con Aretha Franklin

Tra i musicisti che girano il globo con te e „Black Cat“ ci sono – oltre a quelli fedeli da anni e decenni– alcune facce nuove – come scegli musicisti nuovi?

  • L’ossatura della band è la stessa ormai da molti anni, poi per ogni tour posso aggiungere o togliere qualche elemento. Quando devo scegliere qualche musicista solitamente lo invito a casa mia, suoniamo insieme, e se si crea il feeling tra noi è fatta!

Al giorno d`oggi ci sono tantissimi show come Xfactor in cui si cercano le star di domani – li segui? Ti piacciono?

  • In merito ai talent show mi sono espresso più volte, non sono contrario ai talent show per quello che sono ma per il fatto che grazie a loro si è creato un ingranaggio strano e vizioso in cui non si parla più di musica

Un`ultima domanda: sotto il palco ogni volta ti aspettano migliaia di persone – riesci a distinguere singole facce? Riconosci addirritura persone che vanno regolarmente ai tuoi concerti?

  • Dal palco, con tutti i fari puntati, riesco a vedere solo le prime file.

Ti ringraziamo tantissimo per la tua disponibilità e gentilezza!!! E se un giorno sarai libero, ti invitiamo a visitare la nostra scuola, il liceo di Raubling per fare una lezione d`italiano speciale! Ci vediamo al concerto di Kufstein!

Carissimi saluti dalla Baviera,

Claudia Pfurtscheller e la classe 9d del liceo di Raubling

Zucchero, mit Deinem wunderschönen Album „Black Cat“ kehrst Du am 6. Juli nach fast genau zehn Jahren (damals warst Du auf Tour mit „Fly“) für ein weiteres Konzert auf die Festung Kufstein zurück. Erinnerst Du Dich noch an diesen stimmungsvollen Ort? Erkennst Du prinzipiell die Stadien usw., in denen Du gespielt hast, wieder?

Ich erinnere mich immer an die Orte, an denen ich aufgetreten bin; als ich das letzte Mal in Kufstein war, hatte ich Gelegenheit, die Umgebung zu besuchen, weil ich am folgenden Tag kein weiteres Konzert hatte.

Du bereist die Welt mit Deinen Liedern – kennst Du Österreich und Bayern, das ja ganz in der Nähe von Kufstein liegt?

Natürlich, ich habe schon öfter in Bayern und Österreich gespielt. Manchmal verbringe ich auch meinen Urlaub dort.

Sprichst Du Deutsch, bzw. verstehst Du die Sprache?

Nein, ich spreche nicht Deutsch, aber nach all den Konzerten in Deutschland und Österreich verstehe ich schon ein paar Worte.

Probierst Du die landestypischen kulinarischen Spezialitäten, wenn Du auf Tour bist oder wirst Du und Deine Band stets von italienischem Catering versorgt?

An den konzertfreien Tagen entspanne ich mich und reise ein wenig herum, wobei ich dann gerne in kleinen, typischen Gasthäusern Halt mache.

Mit „Black Cat“ wirst Du monatelang in Europa, Asien und Amerika unterwegs sein – wie bereitest Du Dich auf eine so anstrengende Tournee vor?

Gewöhnlich mache ich einige Wochen vor Beginn der Tournee ein wenig Diät und mache etwas Gymnastik.

Hast Du ein Lieblingsstadion/ eine Lieblingsarena?

Es gibt schon einige Orte, an denen ich besonders gern auftrete; aber meiner Meinung nach kommt es auf das Publikum an, das mir immer sehr viel Zuneigung entgegenbringt.

Du hast in Deiner langen Karriere eine große Anzahl an Alben herausgebracht – man könnte fast sagen, dass man, wenn man sie alle besitzt, quasi alle musikalischen Genres hätte! Aus welchen Quellen schöpfst Du die Inspiration für so viele neue Ideen?

Ich bin gerne unterwegs; Inspiration kann aus vielen Dingen erwachsen, auch ein Sonnenuntergang kann Dich zu einer Idee inspirieren, aus der dann ein Song geboren wird.

Bevor Du als Künstler Erfolg hattest, hast Du Tiermedizin studiert – gab es Momente in Deinem Leben, in denen Du es vorgezogen hättest, jenen anderen Weg eingeschlagen zu haben?

Ich bestreite nicht, dass es auch schwierige Momente gab, aber die Musik ist einfach mein Leben.

Du bist in der Po-Ebene geboren und aufgewachsen, aber nun lebst Du sozusagen umgeben von Hügeln und Bergen – und auch hier in Kufstein wirst Du von Bergen eingerahmt sein – welche Art Landschaft bevorzugst Du allgemein?

Ich habe diesbezüglich keine besonderen Vorlieben. Die Ebene erinnert mich an meine Kindheit in Roncocesi, aber als Ort zum Leben habe ich ein Stück Land ausgesucht, das zwischen Bergen eingezwängt ist.

Auf Deinem Anwesen lebst Du in einem Paradies im Grünen, umgeben von Pflanzen und Tieren – hilfst Du dort mit, wenn Du Zeit hast?

Natürlich, wie jeder ordentliche Bauer. Wenn ich zu Hause bin, gibt es immer etwas zu tun.

Vor einigen Jahren hast Du eine sehr schöne und intime Biographie verfasst, „Il suono della domenica“ - gibt es Pläne für eine Verfilmung?

Momentan interessiert mich die Welt des Kinos nicht.

In Deinem Buch erzählst Du, dass Du Angst vor dem Fliegen hast – wie erträgst Du es, während Deiner Tournee jeden zweiten Tag in den Flieger zu steigen?

Mittlerweile habe ich mich daran gewöhnt.

Du hast mit unglaublich vielen berühmten Musikern zusammengearbeitet – darunter Luciano Pavarotti, Bono, Sting, Eric Clapton und viele andere – gibt es noch jemanden, mit dem Du gerne ein Lied schreiben oder singen würdest?

Ja, es ist wohl wahr, dass ich bereits mit sehr vielen Musikern zusammengearbeitet habe; mit Aretha Franklin würde ich noch gerne zusammen singen.

In Deiner Band, die zusammen mit Dir für „Black Cat“ um die Welt reist, gibt es etliche, die seit Jahrzehnten mit Dir touren, aber auch einige neue Gesichter – wie wählst Du neue Musiker aus?

Das Gerüst der Band ist seit vielen Jahren gleich geblieben – auf jeder Tournee kann ich aber natürlich das ein oder andere Element auswechseln oder hinzufügen. Wenn ich auf der Suche nach einem Musiker bin, lade ich ihn für gewöhnlich zu mir nach Hause ein, dann machen wir zusammen Musik und wenn zwischen uns dann die Chemie stimmt, ist alles klar!

Heutzutage gibt es zahllose Talentshows wie „X-Faktor“ (die italienische Version von DSDS)- siehst Du Dir sie an? Was hältst Du von ihnen?

Zu diesen Talentshows habe ich mich schon mehrfach geäußert, ich habe nichts gegen Talentshows an sich, aber gegen die Tatsache, dass sich dank ihnen eine seltsame und grausame Maschinerie entwickelt hat, bei der es nicht mehr um Musik geht.

Wir bedanken uns sehr für das Interview und freuen uns schon auf das Konzert am 6. Juli auf der Festung Kufstein!

Klasse 9d des Gymnasiums Raubling

 

Der „Partigiano Reggiano“ rockt die Festungsarena

Maestro Zucchero Fornaciari verwandelte mit seinem grandiosen Konzert im Rahmen der „Black Cat World Tour“ fast zweieinhalb Stunden lang die Festungsarena in Kufstein in den nördlichsten Ort Italiens. Bei süditalienischen Temperaturen herrschte vom ersten Ton an Riesenstimmung. Vor allem die aus Italien angereisten Fans – im Gegensatz zum halben Globus gab es dort außer etlichen ausverkauften Konzerten in der Arena von Verona bislang kein einziges Konzert der „Black Cat World Tour“ - sangen von der ersten Zeile an mit „ihrem“ Zucchero mit.

Von der Stimmung her stand Kufstein den Konzerten in Verona daher in nichts nach; lediglich das Bühnenbild musste natürlich aus Platzgründen auf etwa ein Viertel des Ausmasses des Bühnenbildes  von Verona reduziert werden – Videowände wären in der Festungsarena auch weitgehend überflüssig gewesen, da die meisten Fans auf dem unbestuhlten Areal ihrem Idol quasi in die Augen blicken konnten.

Auch Zucchero selbst war von der Atmosphäre angetan, für ihn und seine Band sei dies „ein besonderer Tag hier“, und so gestikulierte und kokettierte er gut gelaunt mit dem Publikum.

Der erste Teil des Konzertes begann rockig mit den auf dem aktuellen Album Black Cat (Universal Music) enthaltenen Stücken „Partigiano Reggiano“ und „13 Buone Ragioni“, die das Publikum sofort in Tanzlaune versetzten. Langsamere Stücke wie die gefühlvolle Ballade „Ci Si Arrende“, von der es auch eine englische Version gibt, zu der Bono Vox den Text beigesteuert hat, inspiriert durch den schockierenden Anschlag im Bataclan in Paris, wechselten sich ab mit schnellen Nummern, die die Zuschauer sofort wieder mitrissen. Der Gospelsong „Hey Lord“ nahm Bezug auf das Thema Sklaverei -  sowohl in den Südstaaten der USA, wo ein Großteil des Albums auch entstanden war und Zucchero seiner Schilderung nach die massiven Ungerechtigkeiten gegenüber den Afro-Amerikanern in den feudalen Südstaatenvillen umgeben von gigantischen Bäumen quasi noch fühlen konnte – als auch jegliche Form moderner Sklaverei, die schockierender Weise immer noch überall auf der Welt existiert. Beim Hoch auf die Liebe „L`Anno Dell`Amore“ oder „La Tortura Della Luna“ eines der Lieblingslieder unserer Klasse 9d, mit dem wir quasi das Schuljahr begonnen hatten, tobte die Menge erneut. Mit den langsameren Nummern „Love Again“, „Terra Incognita“ und dem aus der VOX Dokusoap „Vier Hochzeiten und eine Traumreise bekannten „Voci“ klang der dem neuen Albumn gewidmete erste Teil aus und Zucchero kündigte an „To go back now“.

Wenn man auf eine so lange und erfolgreiche Zeit auf der Bühne zurückblicken kann wie dieser internationalste der italienischen Sänger, kann man auch weit zurückgehen: so begann dieser Teil mit dem 1998 auf Blue Sugar erschienenem „Eccetera“, für das der emilianische Sänger erstmals zur Gitarre griff. Anschließend sorgten ein gestenreich untermaltes „Vedo Nero“ aus Chocabeck, dem sehr erfolgreichen Album quasi seiner Kindheitserinnerungen, zu dem auch eine sehr intime, selbstverfasste Biografie erschienen ist („Il Suono Della Domenica“) – leider bislang nur auf Italienisch und „Baila“, unvergessener Sommerhit, textgemäß tatsächlich quasi unter dem Vollmond erneut für Riesenstimmung. Auch die älteren Megahits „ Solo Una Sana E Consapevole...“, „Il Volo“ und natürlich das unerlässliche „X Colpa Di Chi“, von der „schönen“ Geigerin (OT Zucchero) countrymässig interpretiert, wurden von den Zuschauern gebührend bejubelt. Für ruhigere Stücke wie „Un Soffio Caldo“, ebenso aus dem Album Chocabeck, bekam der „König des Blues“ den bewährten barocken Stuhl gereicht und untermalte seine rauchige Stimme auf der Gitarre.

Fehlen durfte natürlich auch nicht die Präsentationsrunde der teilweise schon altbekannten, international besetzten Band: angefangen bei Mario Schiliro` (Gitarre), der „leider immer noch da ist“ (liebevolle Frotzelei des Maestro) über Polo Jones (Bass), Andrea Molinari (Schlagzeug), James Thompson (Saxophon) hin zur fantastischen Kat Dyson (Gitarre), die, als der Hauptakteur sich eine kurze Pause hinter der Bühne gönnte, auch mit Gesang glänzen durfte hin zu den neueren Gesichtern: „Living Legend“ (Zucchero) Brian Auger an der Hammond-Orgel, der auch seine Solo-Einlage bekam, Doug Pettibone u. a. an der wirkungsvollen Pedal-Steel-Gitarre, der auch eine viel beklatschte Version des bekannten Songs von Avicii „Wake me up when it`s all over“ während besagter Pause zum Besten gab, die eindrucksvolle Queen Cora Dunham ebenfalls am Schlagzeug und die bereits zuvor erwähnte amerikanische Violinistin „La Bella“ Andrea Whitt.

Nicht fehlen durfte dann natürlich auch nicht das unvergessene, leider nurmehr virtuelle Duett mit Luciano Pavarotti „Miserere“ - hier kam dann auch die hinter einem Vorhang mit einem roten, flammenden Herz versteckte Videowand zum Einsatz, auf der das offizielle Video dieses außergewöhnlichen Duetts Zuccheros Part auf der Bühne vervoll-ständigte. Wie immer spendeten die Zuschauer auf Zuccheros Wunsch hin dem verstorbenen Luciano Pavarotti anschließend einen Extra-Applaus.

Der vom „Reverendo Polo Jones“ eingeleitete Song „Devil In Me“, „L`Urlo“ aus dem Album Miserere und das allseits bekannte, im Duett mit Paul Young neu aufgenommene „Senza Donna“, das 1991 den internationalen Erfolg Zuccheros einläutete und hier in Deutschland quasi ein Synonym für ihn ist, machten einen weiteren Höhepunkt des Konzertes aus.

Nachdem sich an diesem Punkt Zucchero und seine Band unter frenetischem Applaus verabschiedet hatten, wurden sie durch das lautstark „Zugabe“ fordernde Publikum zurück auf die Bühne geholt.

Und so gab der nimmermüde Italiener zur Freude des Publikums noch „Wonderful World“ aus dem Album Oro Incenso & Birra (1989) und „Nel Così Blu“, ein italienischsprachiges Cover von Gary Brooker und Keith Reid aus dem Jahr 2006 zum Besten.

Gegen 22.20 Uhr schließlich verabschiedeten sich Zucchero und Band vom immer noch jubelnden Publikum in der Kufsteiner Festungsarena. Ein rundum gelungener, stimmungsvoller Abend voller toller Songs vor einer ganz besonderen Kulisse!

Und als Anregung: Zucchero wäre sicherlich auch eine Bereicherung für das Rosenheimer Sommerfestival!

Ganz besonders möchten wir uns bei der Barracuda Music GmbH in Wien und Frau Simone Neubauer bedanken, die uns diesen tollen Konzertbesuch als Schulklasse erst ermöglicht haben!